• 03/03/2024

Città Europea del Vino 2024: candidatura di Alto Piemonte Gran Monferrato

 Città Europea del Vino 2024: candidatura di Alto Piemonte Gran Monferrato

Città del vino

Ufficializzata la candidatura di Alto Piemonte Gran Monferrato a Città Europea del Vino 2024: una vetrina importante per la visibilità e il prestigio del patrimonio vitivinicolo

La crescita di un territorio passa anche dalla valorizzazione delle sue tradizioni. Promuovere la cultura vitivinicola significa esaltare la ricchezza di luoghi unici, dove il vino non è solo un prodotto, ma un’identità.

A tal proposito arrivano buone notizie per i territori di Alto Piemonte e Gran Monferrato per i quali è stata riconosciuta la candidatura italiana a “Città Europea del Vino 2024“. Un’investitura avvenuta martedì 23 maggio a seguito del parere positivo del Consiglio Nazionale di Città del Vino che ha valutato favorevolmente il dossier del Comitato Promotore, in quanto documento dotato di un’ampia offerta di eventi e iniziative sul tema del vino.

Si tratta di un riconoscimento importante che renderà Gran Monferrato e Alto Piemonte un punto di riferimento europeo per le tematiche inerenti a viticoltura ed enologia: una grande opportunità per la visibilità di un territorio che si troverà sotto i riflettori internazionali.

La candidatura rappresenta già una vittoria, in quanto l’assegnazione del riconoscimento avviene a rotazione e il 2024 è il turno dell’Italia. La nomina del vincitore sarà formalizzata dal Consiglio di RECEVIN (Rete Europea delle Città del Vino) presso il Parlamento Europeo ed entro la prima metà di luglio.

Territori destinatari del riconoscimento

Il riconoscimento della candidatura a Città Europea del Vino 2024 riguarda i territori dell’Alto Piemonte e del Gran Monferrato, un’area della regione che si estende da nord a sud. Nello specifico le città destinatarie del riconoscimento sono: Acqui Terme, Barengo, Boca, Bogogno, Borgomanero, Briona, Brusnengo, Casale Monferrato, Fara Novarese, Gattinara, Ghemme, Maggiora, Mezzomerico, Ovada, Romagnano Sesia, Sizzano, Suno, Vigliano Biellese e Villa del Bosco.

La candidatura di Alto Piemonte e Gran Monferrato è stata supportata da un’importante collaborazione nata nella primavera dello scorso anno, proprio con l’obiettivo di ottenere il riconoscimento a Città Europea del Vino 2024.

Abbiamo messo insieme sensibilità, esperienze e conoscenze variegate per dare al nostro progetto tutta la forza di cui aveva bisogno per giungere al traguardo del riconoscimento, ora dobbiamo lavorare per far sì che il territorio capisca il volano di sviluppo che potrà dare questo risultato” ha dichiarato Mario Arosio, Presidente del Comitato Promotore e dell’Enoteca Regionale di Ovada e del Monferrato.

La candidatura di Alto Piemonte e Gran Monferrato ha ottenuto il patrocinio di Regione Piemonte e delle provincie di Alessandria, Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli.

Degne di nota anche le altre due candidature del comune di Montepulciano (provincia di Siena) e del comune di San Clemente (provincia di Rimini).

I vantaggi per il territorio

Quella di Città Europea del Vino è un’iniziativa promossa da RECEVIN (Rete Europea delle Città del Vino) allo scopo di valorizzare tutte le sfaccettature riguardanti la cultura della vite e del vino, compreso l’impatto sulla società, il paesaggio e l’economia.

Il riconoscimento a Città Europea del Vino 2024 renderà Alto Piemonte e Gran Monferrato un territorio di riferimento dell’Unione Europea per il mondo enologico e della viticoltura.

Per il Comitato Promotore “è un risultato straordinario, frutto di un’alleanza inedita, ma che si è consolidata intorno a un progetto valoriale, abbiamo toccato dei temi fondamentali ad esempio: la sostenibilità, il preservare la cultura contadina, la biodiversità e il turismo. Partiamo con un percorso entusiasmante cercheremo di portare in alto il nostro riconoscimento, di lavorare uniti e di rappresentare al meglio, forti delle nostre peculiarità, tutta l’Italia. Questo è un punto di partenza di un percorso arduo, ma davvero entusiasmante.

Naturalmente si prospettano grandi opportunità per i comuni insigniti di questo riconoscimento, i quali potranno approfittare di un’importante vetrina e sfruttarne la visibilità per rendere i propri vini e la propria storia conosciuti a livello internazionale.

 

 

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Paolo Alpa

Redattore con esperienza in ambito turistico, enogastronomico e ambientale

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