• 23/02/2024

Edilizia torinese: dati positivi, ma c’è carenza di manodopera

 Edilizia torinese: dati positivi, ma c’è carenza di manodopera

Secondo i dati dell’Ance Torino, l’edilizia torinese è in buona salute, ma in tutto il Piemonte mancano 30.000 figure professionali tra operai comuni, addetti e specialisti

 

Tiene banco il settore dell’edilizia torinese che, grazie all’onda lunga del Superbonus e ai finanziamenti del PNRR, fa registrare dati positivi nella prima metà del 2023.

Secondo il collegio costruttori edili Ance Torino infatti, sono più che raddoppiati i bandi di gara pubblicati nella sola provincia di Torino rispetto al primo semestre del 2022. In aumento anche i permessi a costruire e di conseguenza anche la volumetria complessiva dei progetti.

Si tratta di un trend spinto dal Superbonus e dei fondi del PNRR, con numeri di tutto rispetto che però risentono della crisi dei mercati, dell’andamento dei tassi di interesse e della mancanza di manodopera.

Dunque, nonostante i segnali incoraggianti del primo semestre 2023, si teme per potenziali ricadute nella seconda parte dell’anno.

I dati del settore edilizio torinese

Secondo i dati del primo semestre del 2023, presentati dall’Ance Torino all’assemblea degli associati, emerge un quadro complessivamente positivo per quanto riguarda il settore edilizio dell’area metropolitana di Torino.

Nel dettaglio, secondo l’analisi del collegio costruttori edili, nei primi sei mesi del 2023 si registra un aumento del +110% dei bandi di gara pubblicati nella sola provincia torinese (dati a confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente). L’aumento dei bandi di gara è quantificabile in un importo pari a 272 milioni di euro.

In crescita anche i permessi per nuove costruzioni; ne consegue un ampliamento della volumetria del +43,72% rispetto al primo semestre dello scorso anno. Si parla tal proposito di una volumetria pari a 97.133 metri cubi.

I dati positivi sono una conseguenza del Superbonus e del PNRR, misure che hanno consentito il finanziamento di opere per un valore di 1.894 miliardi di euro, dei quali 430 milioni a Torino.

Numeri potenzialmente di buon auspicio, ma si tratta pur sempre di fondi a rischio che risentono di diverse criticità di settore.

Le criticità

Tra le principali preoccupazioni del settore edilizio torinese sottolineate da Ance Torino, troviamo la mancanza di manodopera, l’aumento dei tassi di interesse è l’attuale incertezza dei mercati.

Sul versante occupazionale il lavoro non manca, ma c’è carenza di manodopera, un fenomeno in grado di mettere a rischio i progetti del PNRR. Nell’intera regione mancherebbero all’appello circa 30.000 addetti, 15.000 solo nella provincia di Torino. Nello specifico si tratta di operai comuni e qualificati e addetti tecnici e specialisti.

Secondo Ance Torino le nuove generazioni sono orientate alla ricerca di lavoro in settori differenti, lasciando così sguarnite le posizioni lavorative del settore edilizio; posizioni con stipendi di tutto rispetto, compresi tra i 1400 e i 2000 euro e comprensivi di tredicesima, quattordicesima e assistenza sanitaria.

Certo è che, in un mondo del lavoro sempre più precario e sottopagato, immaginare che posizioni come queste rimangano scoperte lascia qualche perplessità. Il sospetto è che non tutte le realtà rientrino nei canoni dichiarati.

Un’altra preoccupazione del settore è l’aumento dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea: secondo le stime i tassi sono addirittura triplicati e stanno impattando in modo significativo sul sistema delle imprese dell’edilizia. Inoltre, un contraccolpo inevitabile di questo meccanismo è l’aumento delle rate dei mutui, con conseguente calo di interesse dei privati ad acquistare immobili.

Alle criticità appena esposte si aggiunge l’incertezza causata dall’attuale situazione geopolitica, tra guerra, crisi energetica e aumento del costo delle materie prime.

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Paolo Alpa

Redattore con esperienza in ambito turistico, enogastronomico e ambientale

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