• 18/05/2024

Mobilità sostenibile: Marazzato e Comoli Ferrari

 Mobilità sostenibile: Marazzato e Comoli Ferrari

Mobilità sostenibile: nei primi cinque mesi il carpooling dei dipendenti di Marazzato e Comoli Ferrari sestuplica i risparmi di km., euro e Co2

«Protagonisti molto diversi tra loro, da giovani studenti a istituzioni politiche, passando per aziende e divulgatori, si sono riuniti per discutere di un unico obiettivo comune: quello di una mobilità sempre più sostenibile in un mondo sempre più veloce e interconnesso. Speriamo che appuntamenti come questi siano solo il punto di partenza per instaurare un dialogo ancora più profondo e di lungo periodo, necessario per raggiungere traguardi ambiziosi per un’economia che sia davvero circolare». Con queste parole Alberto Marazzato, General Manager del Gruppo Marazzato, commenta i lavori del convegno “Verso una nuova mobilità sostenibile”, svoltosi il 21 settembre 2023 nella sede della Fondazione Marazzato e della sua collezione di mezzi storici a Stroppiana (Vc).

Durante l’evento, organizzato da Gruppo Marazzato, Comoli Ferrari e Confindustria Novara Vercelli Valsesia (Cnvv), sono stati anche resi noti i dati dei primi cinque mesi di attività del progetto “Carpooling: viaggiamo insieme per l’ambiente!” promosso da Cnvv insieme alle due aziende, i cui dipendenti utilizzano un sistema “smart” di condivisione delle automobili per recarsi al lavoro: rispetto alla prima rilevazione (maggio 2023) i dati sono sestuplicati, con 5.756 km. di percorrenza, 1.150 euro di spese di trasporto e 750 kg. di emissioni di Co2 complessivamente risparmiate.

È stato proprio Alberto Marazzato a mettere in evidenza, nel suo saluto introduttivo, l’impatto della componente “trasporti” sull’inquinamento ambientale (23%, a fronte del 29% dell’industria, del 37% delle centrali elettriche e termiche e del 7% delle costruzioni) e la necessità di farvi fronte con tutti gli strumenti disponibili.

Alcune proposte sono arrivate nel corso delle cinque tavole rotonde, coordinate da Roberta Martini (La Stampa), che hanno visto confrontarsi esperti provenienti dal mondo accademico e delle imprese.

Roberta Lombardi, direttrice del Dipartimento per lo Sviluppo sostenibile e la transizione ecologica dell’Università del Piemonte Orientale, ha sottolineato l’importanza di avere obiettivi diversificati come il potenziamento del trasporto pubblico locale, la disincentivazione all’utilizzo dell’auto privata, gli investimenti nell’intermodalità e nella transizione digitale. Stefano Corgnati, vicerettore per le Politiche interne e docente di Fisica tecnica ambientale al Dipartimento Energia del Politecnico di Torino ha messo l’accento sulle difficoltà della transizione all’elettrico nei trasporti e sull’importanza dei nuovi combustibili.

Roberto Cavallo, agronomo, divulgatore e saggista, ha invitato a vincere la resistenza al cambiamento, anche nei comportamenti individuali, cercando anche di ottimizzare l’utilizzo delle risorse di trasporto già disponibili. «Sul tema della mobilità sostenibile e più in generale dell’innovazione – ha detto il Cfo della Comoli Ferrari, Gianpaolo Torazzi – siamo da tempo direttamente coinvolti in varie iniziative di diversa portata: dal car-sharing, al supporto tecnico alla formazione, sia nei confronti degli Istituti tecnici che verso gli specialisti del settore.

Fino a progetti più complessi di potenzialità strategica decisamente più impattante, come il supporto alla start up Energy Revolution e alla partecipata Bordopista Spa, ideatrice del progetto InFuturo nato per dare avvio alla creazione di un centro di ricerca e sviluppo sulla mobilità del futuro, in collaborazione con alcune Pmi rappresentative dell’ingegno e dell’eccellenza italiana.

Quella della transizione energetica, infatti, è una sfida che si vince solo facendo sistema. Oggi siamo onorati di poter dire di aver partecipato alla creazione di un gruppo di manager che vogliono accrescere ed estendere la sensibilità su questo tema, quanto mai urgente, attraverso azioni concrete. Il nostro impegno verso l’innovazione è sempre stato presente nel nostro Dna, e continuerà a esserlo».

Durante il confronto dedicato al carpooling il Ceo di Bringme, Gerard Albertengo, ha detto che la condivisione dei passaggi in auto è ancora poco diffusa in Italia soprattutto perché manca una massa critica di utenti a livello extraurbano che ne renda economico l’utilizzo. «Le normative – ha aggiunto – sono obsolete e si preoccupano soltanto di applicare tasse per non svantaggiare il trasporto pubblico, rispetto al quale non è in conflitto ma complementare».

Elena Pedon, responsabile delle politiche di Trasporto e mobilità sostenibile della Città metropolitana di Torino, ha illustrato il progetto-pilota che ha realizzato una settantina di stazioni per il carpooling, alcune anche in prossimità di fermate d’autobus, per favorire l’intermodalità e l’accessibilità del territorio.

Ursula Maffioli, responsabile Sviluppo associativo e convenzioni di Cnvv, ha auspicato che i risultati positivi del progetto sulla tratta Novara-Vercelli, che coinvolge attualmente 34 persone, incoraggino altre aziende a unirsi alla community anche nelle zone di San Maurizio d’Opaglio, di Borgomanero e della Valsesia in cui sono allo studio iniziative analoghe. Emanuele Cavallari, HR Manager del Gruppo Marazzato, ha sottolineato i valori di rispetto dell’ambiente, risparmio e socializzazione che hanno ispirato molti partecipanti al progetto, reso agevole dall’utilizzo di una App installata nei loro smartphone che consente di “certificare” il viaggio e dare un riscontro quantitativo all’utilizzo dei passaggi.

Piemonte Economy - Mobilità sostenibile: Marazzato e Comoli Ferrari

«Questa esperienza – ha aggiunto – sta contribuendo a far crescere la dimensione di comunità dell’azienda e favorisce la socializzazione, lo scambio e il confronto tra i suoi dipendenti al di fuori di spazi e orari di lavoro». Enza Di Paola, Fleet & Mobility Manager di Comoli Ferrari, ha sottolineato come la comunicazione e la condivisione siano stati alla base del progetto condiviso con la Marazzato, che si spera possa essere un esempio concreto per altre aziende. «Stiamo anche realizzando – ha spiegato – una transizione ecologica del nostro parco vetture, che è composto da 400 mezzi, monitorando i vantaggi nelle emissioni di CO2 delle diverse motorizzazioni, dall’ibrido all’elettrico ai diesel di ultima generazione».

Discutendo di “Piani di sviluppo, infrastrutture, mobilità”, il consigliere regionale Carlo Riva Vercellotti ha definito le infrastrutture come la vera base della competitività dei territori, illustrando le iniziative intraprese per il loro sviluppo, tra cui la superstrada Novara-Vercelli e il completamento delle due tangenziali cittadine. «Con le poche risorse a disposizione – ha precisato – non potremo risolvere molto, per cui chiediamo maggiore attenzione al Governo e alla Ue».

Alberto Avetta, consigliere e vicepresidente della Commissione Trasporti e Viabilità della Regione Piemonte ha sottolineato gli scarsi investimenti sui trasporti ferroviari locali («l’età media dei nostri treni è di 17 anni, in Emilia Romagna di uno»), la necessità di reperire fondi per la transizione ecologica e «una maggiore regia, da parte del pubblico, rispetto a quanto fatto negli ultimi anni».

Il presidente della Provincia di Vercelli, Davide Gilardino, ha presentato un progetto di carpooling a livello locale che utilizzi una flotta di mezzi elettrici vicino alle pensiline degli autobus per consentire ai dipendenti delle aziende di raggiungere più facilmente la sede di lavoro. Giancarlo Bertalero, dell’Osservatorio trasporti transalpini e consulente della Provincia di Novara, ha messo l’accento sulla «situazione drammatica» del trasporto su gomma ai confini regionali, con una media di 10mila Tir al giorno in transito nei trafori, di cui 3mila dal Frejus e 2mila dal Monte Bianco le cui fragilità sono state evidenziate dai recenti blocchi del traffico.

«Siamo come sul Titanic – ha osservato il presidente di Cnvv, Gianni Filippa – e proprio perché infrastrutture più efficienti comportano meno inquinamento e risparmi di tempo non dobbiamo dimenticare la “cura del territorio”, con interventi per evitare il dissesto idrogeologico e mantenere le strade in condizioni adeguate. Nelle aziende possiamo utilizzare di più lo smart working, mentre in città dobbiamo incentivare i percorsi a piedi e in bicicletta. Attenzione anche all’enfasi sull’elettrico, dato che la maggior parte di batterie è “Made in China” e che mancano sistemi adeguati per il loro smaltimento».

Nel corso del panel su “Piani di mitigazione dell’impatto ambientale e risvolti normativi” Raffaele Lanzo, assessore all’ambiente e mobilità del Comune di Novara, ha parlato dei progetti di sviluppo delle piste ciclabili cittadine da 33 a 100 km., dei 15 nuovi autobus a idrogeno e di progetti di car sharing e bike sharing come alternative all’utilizzo dell’auto privata. Rossano Denetto, responsabile della categoria Trasporto e autoriparazione di Confartigianato, ha chiesto maggiore supporto agli investimenti sulla transizione ecologica e digitale attraverso un piano graduale di incentivi pubblici. «Tutti i bandi finora finanziati – ha spiegato – hanno dato risultati importanti, ma mentre i contoterzisti hanno innovato molto il parco veicolare delle aziende in conto proprio è ancora indietro».

Angelo Santarella, presidente di Ascom Vercelli e titolare del Gruppo Nuova Sa-Car, ha spiegato che l’interesse della clientela per auto a basso impatto ambientale è crescente e caratterizza ormai l’80% delle richieste. La rete dei concessionari dovrà però rivedere il modello di business, considerando che in futuro ci saranno meno esigenze di manutenzione e che andranno salvaguardati i livelli occupazionali.

Roberto Savoini, presidente dell’Associazione Italiana Concessionarie Iveco, titolare della Borgo Agnello e socio di Rete A26, ha preso atto che per mitigare l’impatto ambientale si debba “svecchiare” il parco circolante (di cui il 60% è antecedente all’euro 5), ma con costi che andranno a impattare almeno del 10% in più per il cliente finale, che deve essere disponibile a farsene carico: «dato che oggi il 90% del trasporto in Italia è su gomma – ha ricordato – è importante rispondere alla domanda su “chi paga” concretamente il costo della sostenibilità ambientale»”.

Nell’ultima tavola rotonda, dedicata all’innovazione, Alessia Ansaldi, Team leader di H2politO, un gruppo di studenti e studentesse del Politecnico di Torino che progetta veicoli ad alta efficienza energetica, ha presentato gli ultimi prototipi salti sul podio vi varie gare internazionali. Benedetta Ragazzola, di Comoli Ferrari, ha sottolineato l’importanza di sensibilizzare alla mobilità sostenibile a partire dalla cultura e dallo sviluppo di competenze tecniche da acquisire nei percorsi di studi di secondo grado.

«Supportiamo – ha spiegato – una rete di 50 istituti in tutta Italia per formare installatori e manutentori delle infrastrutture di ricarica di auto elettriche sostenendola nel riconoscimento del diploma di “Tecnico in e-mobility”.

La nostra Academy è sempre più orientata verso le scuole, per mettere il nostro know-how a disposizione del territorio». Paolo Pari, presidente e direttore generale di Digisky, ha descritto il mondo dei droni per il trasporto di persone, presentando i progetti dei veicoli elettrici a decollo e atterraggio verticale in fase di omologazione e spiegando che il settore unisce aerospazio e automotive aggregando le fortissime competenze del Piemonte.

Diego Alfani, fondatore di Lignea ha presentato la prima moto al mondo con il telaio in legno, da lui ideata e al termine della fase di omologazione, che può essere personalizzata scegliendo il tipo di essenza con cui realizzarla. Ha concluso i lavori Elena Maria Rebesco, responsabile sviluppo e assistenza tecnica fuel di Eni Sustainable Mobility, che ha invitato a prendere in considerazione l’impatto ambientale dell’intero ciclo di vita di un mezzo di trasporto, spiegando che «il combustibile HVO (olio vegetale idrogenato) è un particolare tipo di gasolio in grado di abbattere fino al 90% della CO2 rispetto a un combustibile tradizionale ed è disponibile il oltre 500 stazioni di servizio della rete Eni.

Viene prodotto in due bioraffinerie italiane che utilizzano sempre più scarti di cibo e di lavorazioni agricole».

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Redazione

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