• 21/07/2024

NEI PRIMI NOVE MESI DEL 2022 LA CASSA INTEGRAZIONE IN PIEMONTE RADDOPPIA

 NEI PRIMI NOVE MESI DEL 2022 LA CASSA INTEGRAZIONE IN PIEMONTE RADDOPPIA

RISPETTO ALLO STESSO PERIODO DEL 2019, ANTECEDENTE LO SCOPPIO DELLA PANDEMIA

La nostra regione ѐ al secondo posto in Italia per ore richieste, Torino ѐ al terzo posto tra i capoluoghi di provincia

 

In Piemonte, nel raffronto tra i primi nove mesi dell’anno e l’analogo periodo del 2019, antecedente lo scoppio della pandemia, come evidenziano i dati del Servizio lavoro, coesione e territorio della UIL Nazionale, sono state richieste 32.336.798 ore di cassa integrazione (ordinaria, straordinaria e in deroga), in aumento del 60,1% e 7.766.199 ore dei fondi di solidarietà (Assegno di Integrazione Salariale e Fondi bilaterali, che coprono i lavoratori privi di strumenti di sostegno al reddito), in crescita del 1.342,2%. Complessivamente, quindi, sono state utilizzate 40.102.997 ore di ammortizzatori sociali (+93,4%).

A livello nazionale sono state autorizzate 463.149.868 ore, con un incremento del 67,6%.

Il Piemonte è la seconda regione per utilizzo di ammortizzatori sociali, dopo la Lombardia.

 

DATI PROVINCIALI

Le province piemontesi, considerando solo le ore di cassa integrazione, hanno fatto registrare il seguente andamento: Asti +143%, Cuneo +137%, Biella +103,9%, Torino +62,7%, Alessandria +26,8%, Verbania +26,8%, Vercelli +0,5%, Novara -31%.

Torino, con 22.095.285 ore, è la terza provincia per utilizzo di cassaintegrazione in Italia, dopo Roma e Milano.

 

DICHIARA IL SEGRETARIO GENERALE UIL PIEMONTE GIANNI CORTESE:

“Riprendiamo oggi il nostro consueto monitoraggio della cassa integrazione, dopo la tremenda fase pandemica, caratterizzata da lunghi periodi di chiusura delle attività, nel corso della quale il Sindacato nel confronto con il Governo ha cercato di assicurare un sostegno al reddito delle lavoratrici e dei lavoratori, soprattutto con la copertura garantita dalla “cassa covid”. Abbiamo messo a confronto i primi nove mesi del 2022 con lo stesso periodo del 2019 perché la pandemia ha comportato un utilizzo eccezionale degli ammortizzatori sociali, pertanto preferiamo ritornare a una certa normalità. I dati confermano la situazione di profonda difficoltà in cui versa il tessuto economico e produttivo del nostro territorio, con ricadute evidenti rispetto al nostro obiettivo di garantire un’occupazione stabile, ponendo un argine alla diffusa precarietà. Ѐ evidente che i problemi sono aggravati dalle difficoltà di far incontrare domanda e offerta di lavoro, per cui riteniamo molto importante incrementare gli investimenti nelle politiche attive”.

Redazione

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