• 03/03/2024

Piemonte, metà delle posizioni lavorative rimane scoperta

 Piemonte, metà delle posizioni lavorative rimane scoperta

Secondo i dati di Confartigianato, le aziende piemontesi faticano a trovare lavoratori. Le cause principali sarebbero lo scarso numero di candidati e la carenza di formazione professionale

La difficoltà a reperire personale è un problema sempre più diffuso a livello nazionale e il Piemonte non fa eccezione. Lo scenario della regione sembra peggiorare, se confrontiamo i dati del 2022 con le previsioni per l’anno in corso. Il divario tra posizioni offerte e i candidati, infatti, continua a crescere.

Le cause sarebbero imputabili a un basso numero di candidati con formazione professionale scarsa. Sono molte le figure lavorative per cui si lamenta una carenza di personale. Tra queste troviamo esperti digitali, operai edili nel campo della riqualificazione, senza dimenticare i cuochi e gli estetisti.

I dati presentati da Confartigianato dipingono un quadro preoccupante che coinvolge una pluralità di figure professionali e non un singolo settore. Si tratta di una situazione delicata che potrebbe avere ripercussioni negative sull’intero comparto economico regionale.

I dati di Confartigianato

Secondo le previsioni di Confartigianato, nel 2023 la carenza di personale qualificato raggiungerà il 48,3%. Una cifra in crescita del 6,4% rispetto ai dati relativi allo scorso anno, quando la carenza di figure professionali specializzate si attestava attorno al 41,9%.

Tra le professioni più difficili da reperire troviamo:

• analisti e progettisti di software, con una quota mancante pari a 80,8%;

• idraulici e posatori di tubazioni idrauliche e gas, quota mancante al 70,1%;

• meccanici e riparatori di automobili, 69,9%;

• attrezzisti di macchine utensili, 68,6%;

• tecnici programmatori, 66,8%.

Oltre alle figure professionali citate emergono difficoltà nel reperimento di professionisti quali: elettricisti, conduttori di camion e mezzi pesanti, installatori e riparatori di apparecchi elettrici, muratori, cuochi, autisti, estetisti e acconciatori.

Le figure più richieste

Tra le figure più richieste dalle aziende troviamo sicuramente gli esperti digitali e le professioni inerenti alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC). La maggior richiesta di tali figure viaggia di pari passo con il processo di innovazione delle imprese, oggi sempre più indirizzate verso un’implementazione di strumenti e tecnologie digitali in grado di rendere più efficienti i propri servizi.

Le cause del problema

Secondo le aziende la mancanza di personale sarebbe imputabile allo scarso numero di candidati. A questo problema si aggiungerebbe anche il fatto che molti dei candidati non possiedono una formazione adeguata.

Ma se da un lato emerge un forte distacco tra il mondo della formazione e quello lavorativo, dall’altro bisogna interrogarsi su quanto le proposte economiche e contrattuali delle imprese siano adeguate. Non vi è dubbio che manchi un percorso scolastico di formazione professionale, ma è altrettanto vero che chi ha una formazione alta e specializzata, spesso sceglie di lavorare all’estero dove i contratti sono più remunerativi.

A tal proposito si auspicherebbe anche un intervento strutturale da parte del governo centrale, al fine di diminuire l’impatto contributivo e consentire alle aziende di offrire ai propri dipendenti uno stipendio più competitivo.

Le soluzioni per far fronte alla carenza di personale sono sostanzialmente due: in primo luogo creare corsi di formazione specifica, in secondo luogo consentire a tutte le imprese di poter offrire contratti di lavoro stabili e con condizioni economiche migliori.

In linea con il trend nazionale

Come già anticipato, la carenza di figure professionali in Piemonte viaggia di pari passo con il trend nazionale. In tutta Italia, infatti, esistono circa 2 milioni di posizioni lavorative vacanti, nonostante in tutto il territorio nazionale siano presenti circa 2 milioni di disoccupati.

Ulteriore criticità deriva dalla fuga all’estero di figure professionali alla ricerca di uno stipendio migliore. Da non dimenticare infine i molti giovani che non studiano e non lavorano.

 

Leggi altri articoli: Storie di Copertina – Economia Piemontese

Paolo Alpa

Redattore con esperienza in ambito turistico, enogastronomico e ambientale

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